Oltre 180.000 posti disponibili, ma la domanda la fa solo il datore di lavoro.
Il decreto flussi non si richiede da soli: è il datore di lavoro italiano a fare domanda. Ecco come funziona davvero e perché chi chiede soldi per un contratto è quasi sempre un truffatore.
Tra braccianti che muoiono di fatica e vertici istituzionali sul contrasto allo sfruttamento, l'Italia continua a produrre promesse più veloci dei cambiamenti reali
Braccianti che muoiono nei campi e vertici governativi sul caporalato: l'Italia ripete ogni estate lo stesso copione. Un'analisi critica su perché gli annunci istituzionali non bastano, e su cosa tiene in piedi davvero lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.
La strage di braccianti in Calabria non è un'anomalia né una sorpresa. È il risultato prevedibile di un sistema che lo Stato conosce e tollera da decenni
Quattro braccianti sudasiatici uccisi in Calabria perché si erano ribellati ai caporali. La strage di Amendolara non è un'anomalia: è la conseguenza documentata di un sistema criminale che intreccia 'ndrangheta, lavoro nero e decreti flussi usati come trappola. Ma esistono alternative concrete — e una responsabilità collettiva che non possiamo più ignorare.
Dalla firma del contratto alla busta paga, dalle ferie al licenziamento: tutto quello che devi sapere per non essere sfruttato.
In Italia la legge garantisce gli stessi diritti a tutti i lavoratori, italiani e stranieri. Ma migliaia di lavoratori vengono ogni anno pagati meno del dovuto, licenziati senza motivo o costretti a firmare contratti che non capiscono — semplicemente perché non conoscono le regole. Questa guida spiega in modo diretto il contratto di lavoro, la busta paga, le ferie, la malattia, il licenziamento e come difendersi in caso di sfruttamento.
All'alba del 18 maggio i Carabinieri hanno eseguito dodici arresti: gli indagati avrebbero usato il meccanismo legale dei flussi migratori per intrappolare lavoratori agricoli in condizioni di moderna schiavitù.
Dodici persone sono state arrestate all'alba del 18 maggio dai Carabinieri con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento di braccianti agricoli, ridotti in condizioni di moderna schiavitù. Secondo le indagini, gli indagati avrebbero usato il meccanismo legale del decreto flussi per attrarre lavoratori stranieri e poi controllarli sfruttando la loro dipendenza giuridica. La vicenda mette in luce come il caporalato si adatti agli strumenti legali dello Stato per perpetuare lo sfruttamento.
Dalla retribuzione alle regole fiscali, tutto quello che c'è da sapere per lavorare questa estate
Per l'estate 2025 il mercato del lavoro italiano offre circa 1,7 milioni di posti stagionali, principalmente nei settori turistico, della ristorazione e agricolo. Le retribuzioni variano tra 1.000 e 1.500 euro mensili, con possibilità di vitto e alloggio nelle zone ad alta vocazione turistica. Sul piano fiscale, si applicano le regole ordinarie del lavoro dipendente, ma esistono bonus e soglie di esenzione da verificare. Per i lavoratori stranieri con permesso di soggiorno valido, il contratto regolare è fondamentale anche ai fini del rinnovo del titolo di soggiorno.
Un nuovo rapporto OIM e Fondazione Leone Moressa fotografa il peso reale dei migranti nei campi italiani. Dati che riguardano da vicino molte comunità arabe in Italia.
Nel 2024, circa un lavoratore su cinque nel settore agricolo italiano è straniero. È quanto emerge da un briefing pubblicato da OIM Italia e Fondazione Leone Moressa. Il rapporto evidenzia il ruolo strutturale dei migranti nell'agricoltura italiana, ma anche le fragilità persistenti: contratti precari, accesso difficile ai servizi e dipendenza dal decreto flussi. Le comunità arabe — tra cui marocchini, tunisini ed egiziani — sono tra le più rappresentate nel settore.
Il 17 aprile ASGI propone un'analisi critica delle categorie giuridiche che non riescono più a descrivere la realtà di chi migra per lavoro
Quando parliamo di sfruttamento lavorativo e tratta di esseri umani, spesso ci troviamo di fronte a racconti semplificati che non colgono la complessità del fenomeno. Le filiere produttive globali si intrecciano con i corpi di chi lavora nei territori locali, creando dinamiche che le categorie giuridiche attuali faticano a inquadrare. È davvero lo sfruttamento un'eccezione al sistema, o ne rappres